Mi leggereste se scrivessi solo in inglese?

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E’ passato oramai diverso tempo da quando ho deciso di trasformare questo blog da una risorsa locale, scritto unicamente in italiano, in qualcosa che è diventato una fonte di risorse (spero utili) per una platea molto più vasta. Il primo post in doppia lingua è uscito l’11 Luglio 2011, e in quasi 4 anni ho scritto oltre 250 articoli in entrambe le lingue.

Se già realizzare un singolo post è spesso impegnativo, non nascondo che doverlo poi tradurre nell’altra lingua è un impegno ogni tanto oneroso. Per tenermi in allenamento, tutti gli articoli vengono scritti in Inglese, e in seguito tradotti in italiano. Ho sempre avuto un buon numero di visitatori in entrambe le lingue, e questo è stato uno stimolo per continuare.

Ultimamente però i numeri sono cambiati, e la lingua italiana oramai non è più la liù letta tra le due, e non di poco:

Google analytics 2014

Queste sono le statistiche del 2014 finora. Sommando le due codifiche it-it e it, arriviamo al 22,6% dei visitatori, e non è nemmeno detto che tutti questi leggano la versione italiana, essendo semplicemente riconosciuta la codifica del browser. Sicuramente, i lettori di altre nazioni leggono la versione inglese.
Questi valori sono in costante calo, tanto che nei pochi giorni di Febbraio, i visitatori italiani sono meno del 18%. Il trend quindi è chiaro.

Pertanto, la domanda molto schietta che vi chiedo è: mi leggereste ugualmente se scrivessi il blog solo in inglese? Vi andrebbe di esprimere la vostra opinione in questo velocissimo survey? Gli eventuali risultati non necessariamente decreteranno la morte (o il mantenimento) della versione italiana, ma sicuramente potrebbero darmi una mano a capire meglio cosa fare.

Grazie a tutti!

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  • r3lative

    ciao, io propongo la famosa via di mezzo.
    gli articoli generici, con target “basso” io continuerei a farli in ambo le lingue, mentre gli articoli più specificatamente orientati a target alti, possono andare bene anche solo in inglese.

    esempio l’installazione dei tools su centos, direi che è un articolo di utilità generale, e che quindi può interessare molti utenti che magari con la lingua inglese non hanno proprio una grande familiarità.
    mentre un articolo sulla fusion-io probabilmente interessa persone con skill diversi e sicuramente non hanno problemi alla sola lingua inglese.

  • Christian

    Penso che molto dipenda dal contenuto degli articoli.
    E’ ben nota l’italica situazione e la sua storica incapacità di investimento. Articoli che spaziano sullo storage (interessantissimi, per carità) vengono visti come “poco vicini alla realtà lavorativa” (sempre italiana) e, quindi, poco utili….
    Te lo dico sentendo i commenti di alcuni colleghi nel momento in cui propongo la lettura dei tuoi articoli: “Tanto da noi sono invendibili! Non ci sono clienti che vogliono spendere quelle cifre!”

    Gli altri articoli, quelli prettamente tecnici e strettamente correlati al mondo VMWARE, raccolgono l’interesse di tutti! Vengono consultati, seguiti e salvati nei preferiti.

    Questa la spiegazione della mancanza di lettori italiani…(e la mia, è un’azienda che ha 500 dipendenti….)

    • Luca Dell’Oca

      Ciao,
      grazie per i commenti, rispondo a entrambi.
      Non è una questione di argomenti, ho sempre tradotto in parallelo gli stessi articoli, non ci sono articoli solo in italiano o solo in inglese da quando ho le due lingue, quindi il blog sarà sempre un mix di articoli tecnologici e guide passo-passo, a seconda di quello che mi viene da scrivere.
      Volendo rifare la domanda: leggereste le guide passo-passo anche in inglese?

  • Enrico

    Ciao,
    credo che la parte Italiana sia uno sforzo molto apprezzato, sebbene la maggior parte di chi vi legge non replica. Personalmente leggerei anche solo in inglese, ma sapere che per un eventuale chiarimento posso sempre scrivere in italiano è sicuramente un valore aggiunto.

    Complimenti per il lavoro che svolti!

    PS questa è la sintesi di un commento postato su un altro blog per un quesito simile.

  • christian

    Per quanto mi riguarda puoi serenamente scrivere gli articoli anche solo in Inglese. Trovo i tuoi articoli molto interessanti e ritengo che comunque per mediare verso terzi non competenti, la barriera non sia la lingua ma la modulazione dell’informazione.
    Complimenti !

  • Marco

    Continua a scrivere anche nella tua lingua “native”. E’ piu’ ricca di quella anglosassone e contiene molte sfumature che le altre non hanno. Nel mondo IT si rischia spesso di adottare un linguaggio che da per certa la conoscenza dei termini che si utilizzano e il solo tradurli male ne trasforma il significato. Del resto quando sono all’estero gia’ da un po di tempo e colgo una conversazione in italiano…. ne rimango soddisfatto. Quindi continua a essere la “conversazione in Italiano” in questo mondo linguisticamente anglofono.