L’importanza di “mischiare” le nic in un vswitch

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Racconto sempre ai clienti che è una buona cosa creare virtual switch usando schede di rete prese sia tra quelle presenti nelle motherboard, sia tra quelle delle schede aggiuntive, mischiandole tra loro. Il motivo è molto semplice: ridondanza.

Usando due connessioni di rete ad esempio, una presa dalla motherboard e una da una scheda aggiuntiva, in caso di problemi a uno dei due elementi, il virtual switch continuerà comunque a funzionare.

Purtroppo non tutti seguono questa semplice pratica, e i problemi che scaturiscono si ripetono sempre uguali.

L’ultimo è di un cliente acquisito quando già un cluster VMware era stato realizzato da altri consulenti. I nodi hanno quattro connessioni di rete, due in motherboard e due su scheda aggiuntiva. Improvvisamente dopo un riavvio, uno dei nodi non si riconnette più a vCenter e al cluster HA di cui fa parte.

Dopo varie prove telefoniche, decido di recarmi sul posto. In console locale (stiamo parlando di un ESX 4.0) la connessione di management è attivata, ma non si riesce a fare il ping di nessun indirizzo ip della rete.

Subito mi viene un dubbio, confermato da pochi comandi: le schede vmnic0 e vmnic1 assegnate a vswitch0 sono entrambe provenienti dalla motehrboard, e non sono più visibili a sistema, probabilmente per un guasto hardware o per un mancato caricamento dei driver. Siccome il cluster HA è in sofferenza per la mancanza di questo nodo, bisogna per prima cosa farlo ripartire. Verificato che lo switch a cui è connessa vmnic2 fosse configurato correttamente, è stato sufficiente il comando:

esxcfg-vswitch -L vmnic2 vSwitch0

per far sì che la rete di management diventasse nuovamente visibile.

Se la scheda vmnic2 fosse stata connessa allo switch0 fin dall’inizio, questo blocco non si sarebbe verificato.