Storage Field Day 4: chi andrò a incontrare

Per la seconda volta consecutiva, sono stato invitato a partecipare in qualità di delegato allo Storage Field Day, nella sua quarta edizione che si terrà la prossima settimana a San Josè, California.
Anche questa volta la lista dei delegati e delle aziende che presenteranno è veramente notevole, e non vedo l’ora di partire. Siccome ritengo questa una opportunità imperdibile, mi sono imposto di acquisire quante più informazioni possibili sui vari produttori che parteciperanno all’evento in modo da arrivare “preparato” all’evento.
Ho raccolto in questo articolo le informazioni pubblicamente disponibili relative alle singole aziende, utilizzando i loro siti web e altri articoli scritti da giornalisti e bloggers.

Il futuro dello storage è Scale Out

L’informatica è da sempre dominata dalle tendenze. Ogni periodo storico ha visto affiorare ed affermarsi tecnologie rivoluzionarie, che avevano l’obiettivo di risolvere i limiti oramai raggiunti dalle tecnologie precedenti, introducendo nuovi concetti maggiormente adatti alle nuove sopraggiunte situazioni.
Il mercato dello storage non è differente, e se dagli anni ’80 in poi gli storage monolitici condivisi tramite SAN e dotati di sistemi di ridondanza RAID l’hanno fatta da padrone, ultimamente si stanno affacciando sul mercato soluzioni differenti, ma che hanno tutte in comune alcune caratteristiche fondamentali.

Le novità di HP LeftHand OS 11.0

Dall’anno scorso, lo storage LeftHand di HP è stato rinominato StoreVirtual, mentre lo storico nome LeftHand è rimasto a identificare il sistema operativo.
Nell’imminenza del rilascio della versione 11.0 del software, HP ha rilasciato da poco il documento ufficiale What’s new in LeftHand OS 11.0, che merita una lettura per informarsi sulle novità in arrivo, e nel caso si possieda già un sistema StoreVirtual, pianificare l’aggiornamento tenendo in considerazione le novità.

Telco europee, data roaming, e la grande lezione di T-Mobile

L’Europa è paragonabile, per superficie e popolazione, agli Stati Uniti D’America, specie da quando è in qualche modo unificata sotto il cappello della Comunità Europea. “In qualche modo”, perchè nonostante gli sforzi decennali alla fine in comune abbiamo onestamente solo la moneta, l’Euro. E nemmeno in tutte le nazioni…
I problemi di data roaming sono ben noti a tutti i cittadini europei, e nonostante gli sforzi della Commissione Europea, siamo molto lontani da una soluzione. Eppure, nel frattempo ci arriva dagli USA una forte lezione da T-Mobile, e dimostra come gli operatori europei potrebbero già ora risolvere questi problemi, se volessero per una volta pensare a servire i propri clienti invece di spremerli.