vSphere 5.5 e Veeam Backup & Replication: importanti novità architetturali all’orizzonte!

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 LinkedIn 0 Email -- 0 Flares ×

vSphere 5.5 è diventato disponibile da pochi giorni, e con essa il SDK (software developement kit) VDDK. VDDK è il set di strumenti che tutti i partner di VMware devono utilizzare per interagire con i dischi virtuali di vSphere per realizzarne i backup. Come capita da oramai alcune release, ai partner non vengono rese disponibili versioni preliminari dell’SDK, e quindi lo sviluppo di soluzioni di Data Protection basate sulle versioni aggiornate di VDDK può iniziare solamente dopo la disponibilità dell’SDK stesso.

Questo elemento è molto importante per comprendere le tempistiche “dilatate” che i software di Data Protection possiedono nei confronti dell’ultima versione di vSphere. D’altro canto, l’uso di VDDK è un elemento imprescindibile per ogni produttore per ottenere poi la certificazione ufficiale da parte di VMware. Veeam Backup & Replication non fa eccezione, e quindi è lecito attendersi un tempo più o meno prolungato prima che il loro software supporti ufficialmente vSphere 5.5. Solitamente i ragazzi di Veeam sono molto celeri nel realizzare questi aggiornamenti, e già hanno dichiarato che il supporto ufficiale arriverà prima della fine del 2013.

Intanto che attendiamo fiduciosi la nuova versione, e restiamo quindi con i sistemi di produzione alla versione 5.1 di vSphere (cosa buona e saggia), possiamo nel frattempo valutare attentamente un’importante modifica architetturale che il nuovo VDDK ci richiederà, e nel caso correggere il nostro ambiente per farci trovare pronti quando sarà tempo di aggiornare.

Con vSphere 5.5 le librerie vStorage API for Data Protection (VDDK) saranno infatti disponibili unicamente in versione a 64 bit. Questa modifica è sicuramente molto importante, e presuppone che tutti i sistemi di processamento dei backup siano anche essi a 64 bit. Nel caso di Veeam Backup & Replication, questo significa una cosa sola: i moduli Proxy dovranno essere installati su sistemi operativi a 64 bit, mentre finora era possibile utilizzare indistintamente sistemi a 32 o 64 bit.

Onestamente, ho sempre utilizzato almeno dalla disponibilità di Windows 2008 unicamente sistemi a 64 bit, anche perchè Microsoft stessa ha dismesso da Windows 2008 R2 le versioni a 32 bit degli stessi. Si è sempre saputo fin dalla loro prima uscita (windows 2003 x64) che i sistemi operativi a 64 bit sarebbero stati nel breve periodo gli unici su cui puntare per il futuro: la possibilità di indirizzare spazi di memoria e disco maggiori sono un prerequisito fondamentale per poter gestire un hardware sempre più grande, e nel caso di Veeam la possibilità di gestire file di backup dalle dimensioni sempre più imponenti.

Molti clienti però hanno (giustamente) approfittato della compatibilità a 32 bit per “riciclare” vecchie licenze possedute, e spesso mi sono trovato davanti a installazioni realizzate su Windows XP, Windows 2003 oppure Windows 2008, tutti nelle versioni a 32 bit. Al crescere delle dimensioni dei file di backup questi sistemi hanno iniziato a dimostrare i propri limiti, ma forse per certi ambienti di piccole dimensioni questo limite non era mai stato avvertito. Con l’uscita di VDDK 5.5, indipendentemente dalle dimensioni dei backup, bisognerà provvedere a sostituire queste installazioni, dato che non è possibile aggiornare un sistema Windows a 32 bit con uno a 64 bit.

Abbiamo penso tutti almeno un mese di tempo prima che la nuova versione di Veeam sia disponibile. Se vogliamo appena possibile aggiornare vSphere alla versione 5.5, e proteggerlo con la versione di Veeam che lo supporterà, è tempo di iniziare ad aggiornare i nostri proxy.

 


0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 LinkedIn 0 Email -- 0 Flares ×