Cloud Computing e l’importanza del browser

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Dopo qualche mese di assenza, torno a dedicarmi al secondo tema del mio blog, ovvero il cloud computing. Mi sono buttato anima e corpo su VMware ultimamente, tra alcuni nuovi progetti, studio e altre attività. E’ tempo di tornare a scrivere qualcosa anche sul Cloud.

Avrete sicuramente visto l’annuncio di Google e dei suoi Chromebooks (ne ho parlato qui), e di come lo strumento principe per la fruizione dei servizi stia diventando il browser.

Quanto è importante quindi il browser? Tanto, veramente tanto. Fin dai tempi del famigerato Outlook Web Access di Microsoft Exchange (che funziona/va degnamente solo con internet explorer) usare un browser piuttosto di un altro può cambiare completamente l’esperienza utente di un fruitore di servizi web. Anche oggi questa criticità risulta presente e difficile da eliminare: mi vengono in mente di primo acchito le stupende (sulla carta…) vpn ssl che non richiedono client installati per funzionare, salvo poi proporre di caricare un componente ActiveX nel browser al primo accesso. E quando voi, come me, usate Chrome su Mac OS la schermata che vi trovate davanti vi da un pesante senso di frustazione.

Uno dei player che da sempre insiste su una corretta gestione dei browser per poter utilizzare al meglio i servizi Cloud è Google. E non potrebbe essere diversamente, vista la sua visione web-centrica dell’IT. Dopo aver realizzato Chrome per la gioia di molti, tra cui io stesso, ha iniziato a forzare gli utenti nel tenere aggiornati i propri browser. Questo principalmente per due motivi:

– sicurezza: i browser più datati sono pieni di falle, e un esempio lampante è stato Internet Explorer 6, veicolo tempo addietro di alcuni attacchi proprio a GMail

– funzionalità: il graduale passaggio a tecnologie evolute come HTML 5 richiede l’uso di un browser che supporti queste funzioni.

Non stupisce quindi che Google, in un suo recente post sul blog enterprise (potete leggerlo qui) ha annunciato che le Google Apps supporteranno dal 1 Agosto solo i browser di ultima generazione, e non verranno più supportati Firefox 3.5, Internet Explorer 7 e Safari 3. Come notate, sono browser che normalmente verrebbero ritenuti tutto sommato recenti dai loro utilizzatori.

Scelta corretta? Coraggiosa? Suicida? Credo fermamente sia corretta. Il potere di Google Apps è tale per cui gli utenti aggiorneranno volentieri i propri browser pur di continuare ad usare ad esempio GMail.

Per dirla con le parole di Google stessa nell’articolo: se il mondo si sposta sempre più verso il web, i nuovi browser non sono solo convenienti, sono necessari.