Cluster HA e il servizio DNS

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In tutti i documenti ufficiali VMware, così come durante i corsi di certificazione, si è sempre ripetuto che per un corretto funzionamento di un cluster HA era assolutamente necessario avere un dns funzionante. Questo perchè ogni nodo ESX o ESXi sfruttava le risoluzioni dns per contattare gli altri membri del cluster.

Dalla versione U2 questo prerequisito non è più necessario. Andava da se infatti che un eventuale dns server presente su un nodo isolato o bloccato portava a uno stallo di tutto il cluster, obbligando a ridondare in altro modo il servizio dns (doppio guest dns su due nodi separati, macchina fisica o altro). Le nuove versioni infatti fanno affidamento su una tabella di risoluzione dei nomi salvata in:

/etc/opt/vmware/aam/FT_HOSTS in ESX
/var/run/vmware/aam/FT_HOSTS in ESXi

Quando un nuovo host viene aggiunto al cluster, vCenter Server gli fornisce un indirizzo ip di uno dei membri già presenti, e da questo il nuovo host ottiene la lista di tutti gli indirizzi ip per contattare tutti i nodi presenti. Sfruttando il file l’host è in grado di partecipare al cluster anche in assenza di dns.

L’unico caso documentato in cui questo file non funziona è un cambiamento completo degli indirizzamenti ip di tutti i nodi del cluster, a seguito del quale il cluster stesso dovrà essere riprogrammato tramite vCenter Server.

Questa novità non decreta l’inutilità del servizio dns, che rimane ancora fondamentale per due servizi:

– la risoluzione dei nomi NTP (e mantenere aggiornati gli orologi delle virtual machine è fondamentale)

– la risoluzione del server delle licenze (che viene passato al server ESX quando si connette a vCenter Server)