PernixData FVP 1.0 è arrivato

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Fin dalla sua prima uscita pubblica in occasione dell’evento Storage Field Day 3 a cui ho partecipato lo scorso aprile, in cui il CTO Satyam Vaghani ha illustrato la nascita della società, la loro tecnologia e ha dimostrato brevemente il prodotto, si è fatto un gran parlare di questa giovane startup negli scorsi mesi.

PernixData offre un unico prodotto, denominato FVP (Flash Virtualization Platform) che permette di unificare in un “cluster” i vari dischi o schede SSD presenti localmente nei server di un cluster vSphere creando una sorta di “Cache Area Network”. Questo nuovo strato di storage accelera sia le letture che soprattutto le scritture che l’hypervisor invia allo storage di backend, accelerandone notevolmente le prestazioni:

How PernixData FVP works

L’idea di base è separare completamente i requisiti di Capacità degli storage dalle loro performance, demandando queste ultime al sistema FVP. In questo modo, è possibile disegnare gli storage di backend valutandone unicamente le dimensioni necessarie, demandando completamente a FVP la gestione delle prestazioni. Anche storage “lenti” possono gestire a questo punto prestazioni al di fuori della loro portata, integrando nel cluster vSphere il sistema FVP. Questo sistema porta con se notevoli conseguenze nel design degli storage per vSphere, permettendo ai progettisti di realizzare strutture multi-livello profondamente differenti dal passato.

Con l’annuncio della prima versione GA 1.0, è finalmente possibile per tutti testare questo prodotto semplicemente registrandosi per una prova di 60 giorni qui, ed è inoltre disponibile un’indicazione sul suo costo. Mentre partecipavo al programma beta, ho avuto modo di testare FVP e sono rimasto molto impressionato dal prodotto, non solo per le sue prestazioni ma anche per il modo assolutamente trasparente con cui si integra all’interno di vSphere. 

Riguardo i costi, il prezzo ufficiale del prodotto è 7500 USD per ogni host licenziato, senza vincoli sul numero di core o di VM presenti su ogni hypervisor. Sono previsti inoltre, per il futuro, pacchetti speciali per SMB e Service Provider. Se pensiamo a quanto i vari storage vendor fanno pagare per un disco SSD da inserire all’interno dei loro Array, e su come comunque queste aggiunte non permettano di raggiungere le prestazioni di uno strato storage interno all’hypervisor stesso, veramente PernixData può diventare un’efficace alternativa nel progettare nuovi sistemi storage, così come uno strumento per prolungare la vita di SAN che magari non sono più in grado di offrire prestazioni ottimali, ma magari hanno ancora molto spazio utile al loro interno.

Al prossimo VMworld US che si terrà a San Francisco dal 26 al 29 Agosto conto di incontrare nuovamente Satyam e gli altri ragazzi di PernixData e di avere ulteriori informazioni sulla nuova versione 1.0 e magari sui prossimi aggiornamenti che hanno in mente.

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